Tessere la pace

aprile 27, 2014 § 1 Commento

celeste grossi

éSono cinquantacinque i soggetti collettivi nazionali − Arci, Agesci, Acli, Cgil, Movimento Nonviolento, Un ponte per…, Piattaforma Ong del Medioriente, Unione degli studenti, Archivio disarmo, Corpi civili di pace … − e locali che hanno dato vita, il 23 febbraio 2014, alla Rete della Pace. Il sodalizio, nato con l’intento di trovare risposte comuni, da articolare e agire nei territori, alla domanda di mobilitazione diffusa e di cittadinanza attiva sui temi della pace e di incidere nella realtà del nostro paese, si è dato un primo appuntamento nazionale, l’Arena di pace e disarmo, che si è tenuto a Verona il 25 aprile. Una data non casuale perché come dicono i soggetti promotori, «La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo».

L’Italia è all’ultimo posto in Europa – dietro a Portogallo e Malta – per investimenti nel settore della cultura, mentre è fra le prime potenze per spese militari. Invece di investire in politiche sociali e destinare fondi alla difesa civile, aprendo la strada ad una politica di disarmo il Governo prevede di spendere oltre 15 miliardi di euro per acquistare di 90 aerei F35. Le recenti dichiarazioni di Roberta Pinotti, ministra della Difesa che, nell’ambito dei tagli per la spending review, apre alla possibilità di rivedere i progetti militari già in corso è un importante risultato per le donne e gli uomini che da tempo si mobilitano per ottenere la chiusura definitiva del progetto di acquisto degli F35 ancora previsti.

 

Anche per questo è nata la Rete per la Pace, uno spazio di protagonismo per quei soggetti sociali autorganizzati desiderosi di trovare risposte comuni, da articolare e agire nei territori, alla domanda di mobilitazione diffusa e di cittadinanza attiva sui temi della pace. Pace, intesa nell’accezione vasta di promozione di diritti per tutte, per tutti, di affermazione della urgenza etica ed economica del disarmo, di proposte per una differente politica estera del nostro paese e dell’Europa che tenga al centro il diritto dei popoli all’autodeterminazione, alla democrazia, alla giustizia sociale. La riduzione delle spese militari, la nonviolenza, la partecipazione alla campagna Taglia le ali alle armi, la promozione di un sistema di difesa europeo che liberi risorse per il welfare, una politica estera di pace, l’adesione alla campagna per la liberazione di Barghouti e dei prigionieri palestinesi, la solidarietà al popolo siriano, la partecipazione al Forum della pace che si terrà a Sarajevo nel mese di giugno a cento anni dalla prima guerra mondiale sono solo alcune delle piste su cui la Rete si muoverà.

Il primo appuntamento nazionale è stata l’Arena di pace e disarmo che si è tenuta a Verona il 25 aprile. L’iniziativa è stata l’occasione per creare comitati locali di sostegno, primi nuclei di nodi territoriali della Rete, che hanno animato iniziative di preparazione della manifestazione del 25 aprile.

 

La Rete è punto di arrivo di un percorso lungo, avviato per rinnovare l’azione pacifista aprendosi ad altre realtà e ad altre reti oltre quelle del pacifismo “storico”, riunito nella Tavola della Pace. Ma è anche punto per ripartire con l’ambizione di rendere popolari ed efficaci le lotte pacifiste.

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