La TransuManza della pace

gennaio 19, 2014 § 1 Commento

 celeste grossi

éIl road movie italo-bosniaco di Roberta Biagiarelli racconta una piccola storia di transumanza e gli scambi e le relazioni positive che si sono creati tra montanari che vivono in differenti geografie.

Il mio fare teatro negli ultimi dieci anni si è fuso un giorno dopo l’altro con le tematiche affrontate nei miei spettacoli, la rappresentazione scenica è diventata la punta di un iceberg di tutto un mondo sotterraneo e articolato che muovo e che a sua volta agisce in modo indipendente (dal volontariato, alle azioni e creazioni di reti di solidarietà, alla condivisione dei contatti, alla partecipazione attiva, al lavoro con e sulla società civile). Una buona pratica che è divenuta per me riverbero e linfa vitale dello spettacolo tout court e così sono nati i documentari di genere storico-sociale, l’impegno in progetti di Cooperazione e molto altro.

In questo momento storico voglio fare cose necessarie, concrete, più di prima se possibile e questo posso farlo solo con compagni di viaggio che condividono la mia stessa necessità, e che con il teatro a volte, non c’entrano nulla.

Così è nata l’idea della TransuManza della Pace, con la complicità, l’esperienza sul campo e la caparbia volontà di Gianni Rigoni Stern da Asiago». Scrive Roberta Biagiarelli

Il documentario ha per protagonisti i paesaggi, i pascoli del Trentino e di Suceska nella Municipalità di Srebrenica in Bosina Erzegovina, e le persone e gli animali che li abitano. In esso Biagiarelli racconta il trasferimento e la consegna di quarantotto manze dalla Val Rendena (TN) alle famiglie di Suceska_Srebrenica (Bosnia-Orientale). Un’azione di solidarietà, il trasferimento di vacche e di sapienza dall’Altopiano di Asiago a un Altopiano bosniaco, voluta da Gianni Rigoni Stern per tentare di porre rimedio in modo concreto ai danni lasciati sul campo dalla guerra e per ripristinare le condizioni per una ripresa e una prospettiva del futuro agricolo di quelle comunità bosniache ancora oggi in grande difficoltà.

Gianbattista Rigoni Stern, detto Gianni ha messo piede per la prima volta in Bosnia nell’estate 2009. Si è sentito subito a casa, in un altro luogo, in un’altra epoca ma si è sentito in una situazione simile a quella dell’Altopiano di Asiago, come doveva essere alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ha messo immediatamente a disposizione la sua competenza di montanaro, acquisita in

trent’anni di lavoro come funzionario presso la Comunità Montana dell’Altopiano dei Sette Comuni di Asiago. La consegna del bestiame è stata solo la prima tappa di un percorso ancora in corso. Nella primavera 2010 Rigoni Stern ha iniziato a tenere delle lezioni per poter trasmettere alla popolazione, l’esperienza e le tecniche base per coltivare e allevare, per colmare il vuoto di conoscenza lasciato da un’intera generazione che è stata spazzata via dalla guerra. I 50 iscritti, uomini e donne, accorrevano dalle contrade più disperse, facendo anche un’ora di strada a piedi per partecipare alle sue lezioni. Chi ha frequentato il corso per intero ha ricevuto in dono una vacca di razza Rendena mucche rustiche per la produzione sia di latte che di carne, adatte alla zona e al

clima di Suceska. Le prime 48 mucche sono state consegnate alle

famiglie di Suceska alla fine del 2010. Alla fine del 2011 ne sono state donate altre 32 e a gennaio 2013 ancora 28.

Dal censimento fatto a luglio 2012 risultano 45 nati: 35 maschi e 10 femmine. E altri nasceranno…

Intanto il progetto continua.

Gianni Rigoni Stern continua ancora oggi a dedicare tempo ai lunghi processi di democratizzazione e rieducazione.

Roberta Biagiarelli ha deciso di destinare i proventi delle proiezioni pubbliche del suo documentario all’acquisto di 2 trattori per contribuire, parzialmente, alla meccanizzazione della zona. Nel 2012, a venti anni dall’inizio dell’assedio di Srebrenica, Biagiarelli ha detto: «L’ingresso dei nostri trattori in quei territori al posto dei carri armati di venti anni fa, sono la nostra rivincita sulla violenza più efferata che distrusse persone, affetti e luoghi. I trattori donati hanno ripreso ad arare, seminare e rendere di nuovo fertili quelle terre. Questo è il mio sforzo creativo per raccontare e far risuonare la testimonianza di un’azione che va in controtendenza, che va incontro alla costruzione di un “nuovo umanesimo”. Per questo stiamo lavorando».

L’acquisto degli animali e il loro trasporto è sostenuto e finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento. Il documentario La TransuManza della pace è stato realizzato grazie al contributo dell’Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza della Provincia Autonoma di Trento. Gianni Rigoni Stern e Roberta Biagiarelli offrono volontariamente il proprio lavoro.

Chi volesse contribuire al progetto può versare a Filiale di Mondolfo (PU) c/c intestato a BABELIA & C., Codice IBAN: IT 19 S 08839 68390 000030131979, Progetti culturali Provincia Autonoma di Trento.

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